Le colline del Chianti viste dall'alto in estate: filari di vigne in primo piano, un casale in pietra tra i cipressi e, sullo sfondo, valli boscose e oliveti che sfumano nella foschia
Le colline del Chianti viste dall'alto in estate: filari di vigne in primo piano, un casale in pietra tra i cipressi e, sullo sfondo, valli boscose e oliveti che sfumano nella foschia. Foto: Rowan Heuvel insolitus · CC0 · Wikimedia Commons

Basta uscire da Firenze verso sud per trovarsi in un altro mondo: strade che salgono e scendono tra le colline, filari di vigne ordinati, oliveti argentati, cipressi, castelli e piccoli borghi di pietra. È il Chianti, la terra che si stende tra Firenze e Siena e che dà il nome a uno dei vini italiani più conosciuti. Ai nostri ospiti che restano a Duomo studio qualche giorno in più consigliamo spesso di dedicare una giornata a queste colline: si torna la sera stanchi, con il sole sulla pelle e la voglia di una cena semplice.

Il Chianti Classico e il Gallo Nero

Prima di tutto una distinzione che crea spesso confusione. Il Chianti Classico DOCG e il Chianti DOCG sono due denominazioni diverse. Il Classico nasce nella zona storica, quella più antica, che comprende per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti e Radda in Chianti, e in parte quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa.

La riconoscete dal simbolo del Gallo Nero sul collo della bottiglia: era l'emblema dell'antica Lega del Chianti, nata nel Medioevo, ed è oggi il marchio del consorzio di tutela. Un'altra curiosità: già nel 1716 il granduca Cosimo III de' Medici stabilì con un bando i confini della zona di produzione, una sorta di antenato delle denominazioni di origine moderne.

Il vitigno protagonista è il Sangiovese, che deve rappresentare almeno l'80% delle uve. Le tipologie sono tre: l'Annata, la Riserva, con un invecchiamento più lungo, e la Gran Selezione, il vertice della piramide, prodotta solo con uve dell'azienda e affinata ancora più a lungo. Non serve essere esperti: in una degustazione basta chiedere, assaggiare e lasciarsi raccontare.

L'olio extravergine toscano

Nel Chianti le vigne si alternano agli oliveti, e l'olio è l'altro grande tesoro di queste colline. Due sigle da conoscere: l'olio extravergine Toscano IGP, per il quale coltivazione delle olive, frangitura e imbottigliamento devono avvenire tutti in Toscana, e l'olio extravergine Chianti Classico DOP, prodotto nella zona delimitata del Chianti Classico soprattutto con varietà tradizionali come Frantoio, Correggiolo, Moraiolo e Leccino.

Il momento magico è l'autunno, quando si raccolgono le olive e nei frantoi esce l'olio nuovo, verde e pizzicante. Il modo più toscano per assaggiarlo è la fettunta: una fetta di pane abbrustolito, uno spicchio d'aglio, sale e olio in abbondanza. Se venite tra ottobre e novembre, cercate sui siti ufficiali le iniziative dedicate all'olio nei paesi intorno a Firenze.

Una gita in giornata: come organizzarsi

Il Chianti è vicino, ma non è un luogo da visitare in fretta. Ecco qualche consiglio pratico che diamo ai nostri ospiti:

  • L'auto: il centro di Firenze è ZTL e Duomo studio non ha parcheggio, quindi conviene noleggiare un'auto in un punto fuori dalla zona a traffico limitato solo per il giorno della gita, e riconsegnarla la sera.
  • I tour organizzati: sono la soluzione più comoda se volete degustare senza pensieri. Molte cantine propongono visite e assaggi su prenotazione, da verificare sui loro siti.
  • Chi guida non beve: sembra ovvio, ma in una giornata di degustazioni è la regola più importante.
  • Pochi borghi, fatti bene: Greve in Chianti con la sua piazza porticata, Castellina, Radda e Gaiole sono tutte mete possibili, ma due o tre tappe bastano per una giornata piena.

Anche il paesaggio, da solo, vale il viaggio: le strade panoramiche tra i vigneti cambiano colore con le stagioni, verdi in primavera, dorati in estate, rossi e gialli in autunno durante e dopo la vendemmia.

Portare il Chianti a casa

Una bottiglia di Chianti Classico e una latta di olio nuovo sono il ricordo più bello di una vacanza in Toscana, molto più di qualsiasi souvenir. Se viaggiate in aereo con il solo bagaglio a mano, ricordatevi delle regole sui liquidi e valutate la spedizione, che molte cantine offrono.

E la sera, rientrati a Firenze, vi aspetta Duomo studio in Via del Castellaccio: la cucina attrezzata con stoviglie è perfetta per aprire la bottiglia comprata in cantina, tagliare del pane toscano e condirlo con l'olio appena preso. Per due persone, dopo una giornata tra le colline, non serve altro.

Il caffè del mattino, a casa

La cucina è attrezzata con stoviglie, macchina del caffè e tostapane, con la zona pranzo accanto: per gestire i pasti in autonomia.