La facciata posteriore di Palazzo Pitti vista dal Giardino di Boboli: il grande palazzo in pietra dorata dal sole, al centro un obelisco accanto a una grande vasca in pietra, prati all'inglese ai lati del viale di ghiaia e alti cipressi
La facciata posteriore di Palazzo Pitti vista dal Giardino di Boboli: il grande palazzo in pietra dorata dal sole, al centro un obelisco accanto a una grande vasca in pietra, prati all'inglese ai lati del viale di ghiaia e alti cipressi. Foto: Yanko Malinov · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Per i fiorentini l'Oltrarno è semplicemente "di là d'Arno": la parte della città che si trova sulla riva sinistra del fiume. Da Via del Castellaccio ci si arriva a piedi attraversando il centro e il Ponte Vecchio (circa 1,2 km da casa), e già dopo il ponte l'atmosfera cambia: strade un po' più quiete, palazzi nobiliari, piazze dove la sera ci si ritrova. Consigliamo ai nostri ospiti di dedicargli almeno una giornata intera, senza fretta.

Palazzo Pitti, la reggia dei granduchi

A circa 1,6 km da casa, una ventina di minuti a piedi, si apre la grande piazza in salita davanti a Palazzo Pitti. Il palazzo fu costruito per la famiglia Pitti, ma nel 1549-1550 fu acquistato da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici, e divenne la residenza principale dei Medici e poi dei granduchi che vennero dopo di loro. Dopo l'Unità d'Italia passò ai Savoia, e nel 1919 il re Vittorio Emanuele III lo donò allo Stato.

Oggi Pitti è un insieme di musei, che conviene scegliere in base ai propri interessi più che cercare di vedere tutto in un giorno:

  • la Galleria Palatina, con dipinti di Raffaello e Tiziano;
  • gli Appartamenti Reali, le stanze di rappresentanza della corte;
  • la Galleria d'arte moderna;
  • il Museo della Moda e del Costume;
  • il Tesoro dei Granduchi.

Dal 1565 il palazzo è collegato a Palazzo Vecchio dal Corridoio Vasariano, che passa sopra il Ponte Vecchio e attraverso gli Uffizi. Per biglietti, orari e prenotazioni fate sempre riferimento al sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi, di cui Pitti fa parte.

Il Giardino di Boboli

Alle spalle del palazzo si sale nel Giardino di Boboli, uno degli esempi più importanti di giardino all'italiana. Il primo progetto fu di Niccolò Tribolo, che ricavò l'anfiteatro scavando la collina: la pietra estratta fu usata per costruire lo stesso palazzo. Al centro dell'anfiteatro oggi si trova un obelisco egizio, collocato qui nel 1790. Sotto Cosimo II, all'inizio del Seicento, il giardino fu notevolmente ampliato da Giulio e Alfonso Parigi, che tracciarono il lungo viale in discesa verso Porta Romana, il Viottolone.

Passeggiando si incontrano la Grotta del Buontalenti, con le sue rocce artificiali e le sue figure, il Kaffeehaus, un padiglione rococò affacciato sulla città, e sculture che vanno dall'antichità romana all'età moderna, con opere di Giambologna e Pietro Tacca. Boboli è un vero museo all'aperto: portate acqua, scarpe adatte alle salite e, d'estate, scegliete le prime ore del giorno.

Santo Spirito, la chiesa di Brunelleschi

Scendendo da Pitti verso ovest si arriva in Piazza Santo Spirito, il salotto dell'Oltrarno. La basilica di Santo Spirito fu progettata da Filippo Brunelleschi, che ci lavorò dal 1434 circa; i lavori iniziarono nel 1444 e, dopo la sua morte nel 1446, furono portati avanti dai suoi successori. La facciata, rimasta in pietra nuda fino al Settecento, è oggi semplice e intonacata: la sorpresa è tutta all'interno, con le sue colonne in pietra serena e le decine di cappelle laterali.

Nella sagrestia, progettata da Giuliano da Sangallo, è custodito il Crocifisso ligneo scolpito da un Michelangelo diciassettenne, che nel 1492 fu ospite del convento. È un'opera intima e delicata, molto diversa dall'immagine monumentale che abbiamo di lui.

Le botteghe artigiane

L'Oltrarno è da secoli il quartiere degli artigiani. Camminando per le vie tra Santo Spirito, Pitti e San Frediano capita ancora di sbirciare dentro laboratori di restauratori, doratori, corniciai, legatori e artigiani della pelle, dove si lavora a mano come una volta. Il nostro consiglio è di girare senza meta, entrare con rispetto, chiedere prima di fotografare. È una Firenze che non sta nei musei, ma che li ha resi possibili.

Rientrare a casa

A fine giornata, il rientro a piedi verso Via del Castellaccio richiede una ventina di minuti, ripassando per il Ponte Vecchio magari all'ora del tramonto. Duomo studio vi aspetta con un letto matrimoniale, l'aria condizionata e una cucina attrezzata per una cena semplice in casa, dopo una giornata di salite tra i giardini.

Una base a piedi nel centro di Firenze

Un monolocale di 35 mq in Via del Castellaccio, tra il Duomo e la Santissima Annunziata: le principali attrazioni si raggiungono a piedi, senza mezzi.